COINVOLGI IL TUO TARGET

In un mondo che ci offre sempre più possibilità, siamo continuamente a caccia di nuove esperienze. Queste sono una parte molto importante dell’animo umano. Permettono alle persone di emozionarsi o divertirsi attraverso un coinvolgimento vero e personale. Sono in grado di generare ricordi profondi nella memoria e vanno a scolpire la personalità degli individui. Non c’è quindi da stupirsi se molti brand stanno investendo sempre di più nel marketing esperienziale.

“Diventa sempre più difficile avere successo attraverso la pubblicità tradizionale. A causa della grande confusione generata dall’advertising di oggi, l’attenzione del consumatore scende nel giro di soli sei secondi” – afferma Raja Rajamannar, CMO (chief marketing officer, NdR) di Mastercard – “Quindi come possiamo superare questo ostacolo e ispirare i nostri clienti?”

Utopisticamente parlando, le esperienze proposte dai brand dovrebbero essere talmente coinvolgenti da lasciare un’emozione forte nei clienti. Dall’altra parte, i clienti estasiati, parlerebbero immediatamente dell’esperienza vissuta sui social e lascerebbero volentieri i loro contatti al brand per poter avere più offerte e fare più acquisti. “L’advertising tradizionale impiega due settimane a fare quello che oggi facciamo in pochi secondi” spiega Bryan Icenhower, presidente di IMG Live. “Il marketing esperienziale è un modo veloce ed efficace per coltivare la brand awareness instaurando connessioni one-to-one con i consumatori. Coinvolge i cinque sensi, fa nascere emozioni e crea ricordi duraturi che porteranno poi i consumatori a rimanere fedeli al brand.” Con questa premessa analizziamo insieme come le aziende investono in questo tipo strategie. Secondo uno studio condotto dall’agenzia Freeman in collaborazione con SSI, 1 su 3 CMO sta investendo tra il 21 e il 50 percento del budget in esperienze. “Più dei due terzi dei CMO concordano sul fatto che il marketing esperienziale sia uno dei modi più efficaci per raggiungere i propri obiettivi di business” spiega Chris Cavanaugh, CMO di Freeman. Un esempio interessante arriva da Mastercard che ha dimostrato come le strategie di marketing esperienziale siano in grado di spingere le vendite, presentando una nuova esperienza di e-commerce basata sulla realtà virtuale in collaborazione con Swarovski. Attraverso l’utilizzo di una headset VR, i clienti possono vedere prima di un acquisto, i lampadari Swarovski all’interno di diversi spazi e capire quale sia quello più giusto per il loro soggiorno.

Il modo in cui i pubblicitari raccolgono dati sull’efficacia delle strategie varia molto da un brand all’altro. Per esempio alcuni, come Mastercard e American Express, hanno accesso a più dati sui consumatori e ciò consente loro di essere più precisi nelle valutazioni. Ma in generale tutti concordano sul fatto che oggi è diventato decisamente più semplice avere riscontri sulle esperienze proposte. Michael Curmi, brand experience director per Jaguar Land Rover Nord America, dice che i marchi Land Rover e Jaguar stanno cercando di concentrare i loro sforzi sulle esperienze quest’anno. “In parte ciò è dovuto alla facilità di raccolta dei dati che riusciamo a collezionare durante gli eventi” afferma Curmi. “Per esempio quando il nostro team pianifica una strategia di tipo esperienziale, si assicura di includere sempre un elemento social in modo da poter tenere traccia della portata dell’evento.” Una recente iniziativa di Jaguar ha visto la creazione di un inseguimento in auto ad alta velocità realizzato sfruttando la tecnologia VR che permetteva ai clienti di essere coinvolti in prima persona. “Questo tipo di interazione rende le persone più propense a condividere la brand experience” dice Curmi. “L’experiential è l’unico modo in cui puoi avere un’interazione fisica con il prodotto e allo stesso tempo uno dei pochi luoghi in cui è possibile avere un dialogo aperto”, afferma Curmi. “Gran parte di ciò che facciamo è spingere un messaggio verso il consumatore, ma attraverso l’esperienza, siamo in grado di parlare ai consumatori, capire cosa è più importante per loro e avere insieme un dialogo costruttivo”.

Nonostante le varie discussioni sui metodi di misurazione, alcuni esperti di marketing credono ancora che per capire se un’esperienza stia davvero funzionando, basti semplicemente valutare le reazioni della folla. “La presenza di molti dati sta diventando un tema sempre più centrale, e per i marketer che si occupano di esperienze, è fantastico averne sempre più a disposizione”, afferma Deb Curtis, vp del global partnerships e experiential marketing per American Express. “Ma un’esperienza genera soprattutto una connessione emotiva, che è intangibile. A volte la migliore ricerca è guardare i volti delle persone e vedere come stanno rispondendo. È un metodo collaudato per rendersi conto di cosa funziona.” Rajamannar aggiunge sulla tema: “Il marketing non è ancora una scienza esatta. Non tutto può essere quantificato al 100%. Anche solo un piccolo sorriso sul volto di qualcuno, è un risultato importante. “

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Fonte: articolo di adweek.com

2018-02-26T19:30:35+00:00