CULTURA, IL CORONAVIRUS SPINGE L’INNOVAZIONE

Fare innovazione per le aziende del settore culturale significa utilizzare le nuove tecnologie. Il digitale migliora la comunicazione dei brand e l’appeal della loro offerta. Ma non solo. L’innovazione nei luoghi di cultura, anche in quelli privati, significa aprire diversi canali di accesso, anche virtuali, e sviluppare uno storytelling più coerente, immersivo, aumentato e «su misura» per ogni singolo utente.

Un percorso che molti musei hanno già cominciato, ma che adesso l’emergenza coronavirus ha spinto con più forza. Così per diverse istituzioni culturali, pubbliche e private, la diffusione del Covid – 19, con la conseguente chiusura dei loro spazi, si è trasformata in un’opportunità di innovazione e di scoperta di percorsi sconosciuti.

Tra i primi a rispondere alla necessità di continuare ad assicurare l’accesso alla cultura anche in epoca di emergenza sanitaria mondiale, rispondendo alla challange @ilbelcontagio, sono stati soprattutto i musei italiani, da sempre in prima linea nell’innovazione.

La Triennale di Milano, ad esempio, ha invitato performer e artisti a trasferirsi nelle sale vuote dello spazio espositivo per dare vita a opere narrative multimediali disponibili online. Gli Uffizi di Firenze utilizzano opere ispirate alla mitologia, come la «Nascita di Venere» di Botticelli, per raccontare la storia dell’arte. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha dato il via a un video-progetto, «Antico Futuro», su YouTube: cinque cortometraggi in diverse lingue ispirati alle opere in esposizione, ma in grado di raccontare il presente. Il Palazzo Ducale di Urbino ha messo a disposizione della propria community depositi e magazzini, dando così ai visitatori «virtuali» l’inedita possibilità di ammirare opere mai viste.

Coinvolgimento è la parola d’ordine nell’innovazione. È la bussola per chi si occupa di marketing digitale: un sito, una newsletter o una pagina social costruita bene e gli stimoli giusti possono aumentare il tempo di permanenza degli utenti e migliorare la loro esperienza e il loro ricordo del brand. Per uno spazio culturale succede lo stesso. Ciò è possibile soprattutto con l’uso della realtà aumenta, della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale che possono far crescere il valore del patrimonio di un museo e di un luogo di cultura, ma anche l’esperienza dei visitatori.

L’innovazione nella cultura, come dimostrano i progetti sviluppati in questo periodo di «chiusura forzata», funziona solo se l’approccio è centrato sul visitatore e i suoi sensi, Perché risulti davvero funzionale l’introduzione della tecnologia nei luoghi di cultura deve essere frutto di una visione strategica e non si può non puntare sulla qualità. La «chiave» del successo, ancora una volta, è una dimensione esperienziale molto forte.

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2020-04-23T18:13:45+00:00