GENERAZIONE Z, IL MARKETING GUARDA AL FUTURO

«Se non riesci ad agganciarli in cinque parole, puoi cambiar mestiere». Questa battuta, che circola tra i direttori marketing delle più importanti aziende, spiega bene chi è la Generazione Z, veri nativi digitali, venuti al mondo tra la seconda metà degli anni Novanta e il 2010.

Potere di spesa elevatissimo e soglia d’attenzione pari a 8 secondi, minore di quella di un pesce rosso (come dicono sempre gli uomini marketing), la Generazione Z, i cuginetti dei Millenials (nati tra l’inizio degli anni Ottanta e la metà dei Novanta), sono circa 2 miliardi in tutto il mondo e sono il target del futuro, anzi del presente, quello che nel 2020 e nei prossimi anni inciderà di più sulle strategie di marketing dei brand.

I Gen Z preferiscono la dimensione visuale rispetto a quella testuale (al contrario dei Millennials). Sono la prima generazione mobile-first della storia: un recente studio del «GlobalWebIndex» mostra che il 97% delle ragazze e dei ragazzi della Generazione Z possiede uno smartphone e che per 7 utenti su 10 questo rappresenta lo strumento principale per collegarsi a Internet. Da mobile i Gen Z restano connessi quasi 3 ore e 40 minuti, 50 minuti in più della media globale, e i social sono la loro «casa». Facebook è «da vecchi» e lo hanno abbandonato a favore di Instagram. Preferiscono comunicare su Snapchat, che auto-elimina i messaggi dopo alcuni secondi, per tutelare maggiormente la loro privacy.

Siamo di fronte ad una generazione conscia delle proprie responsabilità e delle opportunità che offre la società digitale. Gli Z attribuiscono grande valore alla propria dimensione individuale, ma non sono individualisti. Sono la generazione di Greta: ambiente e impegno sociale sono al centro dei loro «mondo». La Generazione Z si aspetta lo stesso dalle aziende e dai brand che devono condividere e rappresentare il loro sistema di valori.

«Gen Z is giving up the High street for Downing Street» ci informa Tori West, una delle più importanti editrici digitali britanniche ovvero la Generazione Z sta lasciando le vie dello shopping per scendere a manifestare nelle vie della politica (il 10 di Downing street è la residenza del primo ministro britannico). Le aziende, se vogliono parlare con i Gen Z, devono abbandonare le strade del marketing tradizionale e battere quelle del digitale, usando il giusto «tone of voice». La Generazione Z ha valori, obiettivi, aspettative chiari. La sfida per i brand è condividerli.

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2020-04-07T16:31:07+02:00