LA COMUNICAZIONE DI CRISI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Ricavi in perdita per circa 285 milioni di dollari e azioni costantemente in calo. Può bastare un nome «sbagliato» per mandare in crisi un’azienda. È il caso della birra Corona, lo storico marchio messicano che da settimane sta lottando contro un pesante calo delle vendite, soprattutto in Cina e negli USA, a causa dell’assonanza fra il proprio nome e il nemico pubblico numero uno del mondo, il coronavirus. Una guerra che vede in trincea la comunicazione di crisi.

La birra Corona è diventata un «case history» della comunicazione di crisi, ma oggi chi rischia di più è il Made in Italy. Nel mirino possono finire il Parmigiano Reggiano o la pasta, i vini DOC o le grandi firme della moda: l’idea che i prodotti italiani, soprattutto quelli «high-level», possano essere in qualche modo associati a un’emergenza sanitaria è folle. Eppure, il rischio di una percezione distorta da parte dei consumatori esiste e può provocare un contraccolpo d’immagine pesante per le nostre aziende.

Un rischio ancora più concreto adesso che siamo considerati gli «untori» del mondo. Per questo il coronavirus costringe le imprese a ripensare e ricostruire la propria comunicazione. I brand devono avere la capacità di mettere in campo una strategia coordinata di comunicazione di crisi e marketing che possa difendere le proprie organizzazioni dall’emergenza virus, ma che sia in grado di cogliere anche le occasioni che derivano sempre dalle crisi.

Molte aziende hanno già adattato il ciclo produttivo alle mutate esigenze e nuovi business stanno spingendo i fatturati. Pensiamo alla produzione di mascherine con aziende che si stanno riconvertendo oppure alla crescita della domanda di piattaforme per video conferenze, e-learning, smartworking, e-commerce, settori che vedevano l’Italia indietro rispetto ad altri Paesi occidentali e che la comunicazione di crisi ha contribuito a sostenere.

Il coronavirus ha messo le aziende davanti a se stesse, ai propri punti di forza e alle proprie criticità. Con una certezza, però: da un’emergenza possono nascere nuove opportunità. Basta saperle cogliere, ma anche comunicare. Basta mettere in campo le armi della comunicazione di crisi.

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2020-04-03T16:38:27+00:00