«READ THE ROOM», LA RICETTA PER PRESENTAZIONI DI SUCCESSO (Part two)

«Read the room», leggere la stanza. Questa è la ricetta del successo delle presentazioni online, che l’emergenza Covid – 19 ha trasformato in uno strumento di lavoro indispensabile per tutte le aziende.

«Leggere la stanza» significa saper leggere tra le righe, osservare il linguaggio del corpo e le reazioni di chi ci ascolta. Solo così possiamo coinvolgere il nostro pubblico e dare un senso alle nostre presentazioni.

Ci sono dieci «regole» che dobbiamo sempre tenere bene a mente quando progettiamo le nostre presentazioni.

  • Tecnica. Non è necessario essere degli «smanettoni», ma qualche piccolo accorgimento tecnico bisogna masticarlo. Innanzitutto la connessione. Accertati di avere a disposizione un collegamento Internet sicuro, veloce e performante. Meglio una connessione cablata (una linea DSL, ad esempio), anziché una wireless che è meno «stabile». L’audio è spesso sottovalutato. In realtà dalla qualità della propria «voce» dipende la qualità della propria presentazione. Non sempre il microfono del pc è la soluzione migliore. Per questo vale la pena prendere in considerazione l’acquisto di un microfono esterno, come un microfono lavalier, un microfono indipendente o un auricolare. Per le immagini, infine, investire in una webcam esterna di qualità è la soluzione per avere un’immagine di gran lunga migliore.
  • Set. La location è importante. Può contribuire a rendere più dinamica e coinvolgente la tua presentazione o affossarla. Assicurati, ad esempio, che nell’inquadratura la tua testa non appaia minuscola in una cornice enorme o che non sia troppo vicina all’obiettivo. Fai molta attenzione alla luce: evita di essere illuminato da dietro o di lato o, peggio, di avere un’illuminazione che proviene dall’alto o dal basso. Ci sono alcune luci a LED per telecamere relativamente economiche che puoi trovare anche online. Può essere un investimento molto utile.
  • Le tue parole devono riflettere la passione che provi per i contenuti che proponi a chi ti sta ascoltando. Se non riesci a dimostrare interesse per quello che dici, come ti aspetti che il tuo pubblico faccia lo stesso? La parola d’ordine è: entusiasmo.
  • Voce. Morbido, forte, alto, basso, lento o veloce. Il tono della tua voce incide sul significato delle tue parole: puoi variare l’intensità della voce, modulare il tono e modificare il ritmo per rendere le tue parole molto più espressive.
  • Pause. Bettino Craxi era famoso per le lunghe pause tra una frase e un’altra nei suoi discorsi. Senza «forzare» le regole dell’oratoria come il leader socialista, un breve silenzio al termine dell’esposizione di un concetto può essere utile. Dopo un flusso costante di parole, un’interruzione ha il potere di coinvolgere nuovamente il pubblico se l’attenzione è calata.
  • Le «parole» del corpo. I gesti e le espressioni del volto possono farti sembrare fiducioso e rilassato, il che porta a una presentazione più coinvolgente. Usa i gesti (senza agitarti troppo) che non solo aggiungono enfasi alle tue parole, ma possono anche aiutarti a ricordare meglio ciò che vuoi dire. Assicurati che l’inquadratura sia all’altezza degli occhi, ma non avvicinarti troppo alla videocamera per evitare quello che gli americani definiscono il «3-D house of horror effect», l’«effetto tridimensionale dell’orrore».
  • Contenuti. Le parole di una presentazione devono essere «visualizzate». La grafica, però, non deve sostituire chi parla. Le immagini devono supportare ciò che viene detto senza distrarre da ciò che viene detto. Il modello sono i canali all – news con grafiche veloci e sintetiche che «sostengono» le parole del giornalista.
  • Coinvolgimento. Alcuni relatori fanno un monologo di 50 minuti e poi «concedono» 5 minuti per le domande, riconoscendo il pubblico solo alla fine. Una presentazione così non funziona. Le persone vanno coinvolte costantemente durante il proprio intervento. Però non a caso. Vanno definite le «regole d’ingaggio» che consentano di aprire spazi di discussione in momenti definiti della presentazione.
  • Personalizzazione. Se possibile rivolgersi sempre alle singole persone, chiamandole per nome, e non a chi assiste alla presentazione in generale.
  • Tempo. Il fattore tempo è determinante per una presentazione di successo. Prima di andare online ricordati sempre di avere i minuti necessari per testare l’attrezzatura e il set-up, organizzare il set e impostare l’inquadratura.

Adesso puoi schiacciare play. E sei on air.

Se vuoi approfondire l’argomento contatta Urban.:FX.

2020-05-12T11:25:40+00:00