THE CONNECTED SOCIETY #3

Nell’ultimo decennio ci siamo chiesti: la tecnologia può fare quello che vogliamo?

Nel 2018 ci chiediamo: vogliamo quello che la tecnologia è in grado di fare?

Il 2017 è stato l’anno del risveglio, ci siamo resi conto del potere che ha la tecnologia e di come spesso si creino tematiche che ne mettono in discussione l’utilizzo. Nel precedente articolo (https://goo.gl/ESeyHz) abbiamo parlato della Dipendenza che all’interno della Connected Society ci porta a essere sempre connessi, oggi capiamo come proprio la tecnologia ci può aiutare a riprendere il CONTROLLO sulle nostre vite.

CONTROL

Ricordiamo tutti il volo 3411 della United Airlines che era in overbooking; dal momento che nessuno si offrì volontario per prendere un altro volo, il computer decise chi doveva lasciare l’aereo. La registrazione video che raffigurava il medico vietnamita Dao mentre veniva bruscamente rimosso diventò virale. Questo tipo di esempio ci fa capire che nell’era della Connected Society, abbiamo sviluppato una relazione dualistica nei confronti della tecnologia: alcune persone si fidano ciecamente mentre altre hanno sempre più dubbi e si preoccupano per prima cosa alla propria privacy. È improbabile al giorno d’oggi pensare a un completo abbandono della tecnologia, più probabilmente nel corso del tempo le persone riprenderanno il controllo iniziando già da adesso a sentire il bisogno di disconnettersi di tanto in tanto. Ecco una nuova sfida per i professionisti del marketing: sviluppare iniziative che restituiscano le redini agli utenti.

In media una persona tocca il proprio smartphone un milione di volte all’anno. Eppure, molti anche se sono sempre connessi si sentono soli. La Connected Society aiuta le persone a mantenere attive e fluenti le relazioni sociali e a migliorare la produttività, ma è possibile raggiungere lo stesso obbiettivo anche quando non si è online?

JOMO (Joy Of Missing Out)

è la reazione che scaturisce da uno stile di vita eccessivamente attivo. Oggi si ricerca disperatamente la possibilità di andare offline.

Sempre più amici quando si ritrovano, mattono via i telefoni in modo da potersi concentrare l’uno sull’altro. Sempre più luoghi pubblici come bar, ristoranti e hotel supportano questi fenomeni semplicemente non offrendo la connessione internet. La ragione per staccare la spina parte dal desiderio di avere il controllo sul proprio benessere per poter essere felici. L’ironia è che proprio la tecnologia può aiutarci a staccare la spina, ad esempio:

Dnata Travel

L’agenzia di viaggi online Dnata Travel si è resa subito conto di come la tecnologia VR fosse la chiave per permettere alle persone di staccare la spina. Grazie al visore 360 puoi immergerti in un viaggio ovunque nel mondo senza uscire di casa, in questo modo hai la possibilità di vedere mille posti diversi e scegliere il più adatto per la tua prossima vacanza. A quel punto non rimane che prenotare e partire.

Samsung

Samsung ha lanciato negli scorsi mesi l’app Thrive. Questa particolare applicazione ha lo scopo di aiutare le persone a impiegare in maniera alternativa il loro tempo scegliendo attività positive come spendere il tempo con gli amici, fare attività fisica o meditare. È una buona soluzione per trovare un motivo valido per spegnere lo schermo.

TRUST

Il comportamento online delle persone non è sempre coerente con le loro preoccupazioni. Ricerche dimostrano che il 64% dei consumatori è disposto a fornire senza incertezze i propri dati personali in cambio di un miglioramento dell’esperienza. La mancanza di fiducia in realtà è una tendenza culturale che si sta sviluppando proprio in questo periodo. Il 2017 è stato anche l’anno delle finte notizie, della manipolazione politica e dei cambiamenti sociali, di chi possiamo veramente fidarci? A tutti piace utilizzare i servizi online, ma diventa fastidioso quando le pubblicità ci bombardano per settimane a causa delle parole chiave che trovano nelle nostre ricerche. È chiaro che la fiducia nella tecnologia deve essere ristabilita: ecco un’altra sfida sulle spalle del marketing.

I Big Data, che attualmente offrono grandi possibilità per costruire esperienze personali uniche, sono in grado di funzionare solo davanti alla completa fiducia dei consumatori. Per ottenere questa fiducia è importante che i clienti ottengano dai brand il controllo sulla propria vita digitale, trasparenza sulla propria organizzazione e chiarezza sull’utilizzo dei propri dati personali. Ad esempio:

Stitch Fix

L’azienda di e-commerce Stitch Fix sulla carta non è differente da molti competitor.

Come utente ti registri, esprimi le tue preferenze in materia di stile e ricevi un pacco a casa con degli outfit selezionati per te, se non ti piace puoi rimandarlo indietro. Quello che rende questa azienda diversa è che a differenza delle grandi società che si affidano ai data-scientists, Stitch Fix mette a disposizione dei clienti più di 3.400 stylist in cane e ossa che lavorano per rendere uniche le scelte dei capi che vengono spediti ai consumatori.

Rover

Ecco il nuovo Uber nel il settore del dogsitter. Quando società di questo tipo si affacciano sul mercato si scontrano costantemente con temi di fiducia e privacy, d’altronde tutti diventiamo particolarmente diffidenti quando si parla dei nostri amici a 4 zampe. Ma Rover ha puntato tutto sulla trasparenza. Tutta l’esperienza digitale è impostata su aggiornamenti constanti con foto e localizzazioni per non perdere mai il controllo sul proprio cane.

All’interno della Connected Society tutto è possibile, ma non senza costi.

Come utenti ci stiamo rendendo conto che la tecnologia in alcuni casi è troppo legata alle nostre vite e oggi più che mai cerchiamo la possibilità di riprendere il controllo.

L’obbiettivo del marketing deve essere quello di scegliere con attenzione la propria comunicazione al fine di ridurre l’eccesso di informazioni e limitare l’offerta di stimoli non graditi. Allo stesso modo per i consumatori è ormai fondamentale alleviare lo stress, ecco perché bisogna incentivare la semplicità per costruire momenti di coinvolgimento consapevole nell’esperienza che si propone ai clienti.

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Fonte (Platform Innovation In Marketing – https://www.pimonline.nl)

2018-05-10T18:55:33+00:00