THE CONNECTED SOCIETY

Facciamo a tutti gli effetti parte della Connected Society: grazie agli smartphone siamo sempre connessi sui social e sappiamo benissimo quanto sia difficile “spegnere il telefono” di tanto in tanto.

Ma non ce la prendiamo troppo con i device, non è interamente loro la colpa della nostra dipendenza. Come esseri sociali, le persone sentono il bisogno di essere collegate fra di loro. Lo smartphone semplicemente rende tutto più facile. I dispositivi digitali offrono una soddisfazione istantanea: è così bello e appagante che la gente continua a volerne sempre di più.

La diffusione della tecnologia ha aperto le porte della Connected Society ma allo stesso tempo ha portato a galla una questione importante: la continua crescita dell’impazienza. Quello che vogliamo oggi è avere immediatamente la risposta giusta, la decisione giusta e un accesso fulmineo al servizio di cui abbiamo bisogno. Grazie alla tecnologia che accresce la nostra gratificazione istantanea, ci stiamo abituando al fatto che la pazienza non è più necessaria all’interno della Connected Society. Da qui nasce il motto: “Voglio quello che voglio quando lo voglio” nel marketing noto come IWWIWWIWI (I Want What I Want When I Want It). Non è un caso che da recenti ricerche si è evidenziato che:

• Il 42% dei consumatori ammette di essere meno paziente rispetto 5 anni fa;

• I Millenial sono fra le categorie che soffrono di più: il 52% ammette di essere più impaziente rispetto a 5 anni fa;

• L’81% dei consumatori afferma che la ragione principale per la quale fanno uso della tecnologia è la velocità con cui ottengono risultati.

Ecco perché il percorso del cliente deve essere plasmato al fine di soddisfare la crescente impazienza. Di conseguenza la comunicazione sfrutta le tecnologie moderne per raggiungere sempre di più gli utenti. Ciò porta le persone a elaborare un sovraccarico di informazioni, pari a quelle di circa 174 giornali al giorno.

Ecco perché è sempre più facile attirare l’attenzione usando immagini invece che testi. Il nostro cervello infatti, è dotato di una grande intelligenza visiva: siamo in grado di elaborare un’immagine completa in soli 13 millisecondi. La sfida del marketing è quella di distinguersi dal caos visivo che si trova sui media, ma come possiamo farci notare dal nostro target e come facciamo a mantenere alta l’attenzione? Ecco che la tecnologia, viene ancora una volta in nostro aiuto. Fra i sistemi di comunicazione più usati nell’ultimo periodo si trovano la realtà virtuale (VR) e la realtà aumentata (AR). La loro fama è data dalla possibilità di rendere molto semplice la gratificazione visiva istantanea. Ma la realtà virtuale non è sola, anche l’intelligenza artificiale (AI) è entrata a far parte della Connected Society: si prevede che entro il 2020 una persona avrà più conversazioni con i robot che con il suo partner. La gratificazione istantanea è quindi garantita: chiedendo ai più famosi robot come Siri, Alexa o Cortana qualsiasi cosa, la risposta è sicuramente immediata.

Ma la dipendenza giornaliera dalla tecnologia e, in particolare, da social media, non lascia senza conseguenze.

Il 2017 è stato l’anno del grande risveglio, ci siamo resi conto del potere che ha la tecnologia e di come spesso si creino tematiche che ne mettono in discussione l’utilizzo. Nella Connected Society puoi comprare, fare, organizzare e sapere tutto, in pochi click, senza aspettare neanche un minuto. Le persone sono così abituate a ottenere quello che vogliono subito che, ora, si aspettano lo stesso trattamento nel mondo offline. Allo stesso tempo, però, si sono rese conto che la tecnologia è eccessivamente legata alle loro vite. Sempre più utenti hanno il desiderio di essere al comando e di ricominciare a relazionarsi con la realtà, mettendo da parte il touchscreen. JOMO (Joy Of Missing Out) è la reazione che scaturisce da uno stile di vita eccessivamente attivo. Oggi si ricerca disperatamente la possibilità di andare offline. La ragione per disconnettersi parte dal desiderio di avere il controllo sul proprio benessere.

In questa Connected Society, in cui paradossalmente le persone sono più disposte a cedere i loro dati personali online piuttosto che nel mondo “reale”, l’attenzione per i temi privacy sta crescendo. È chiaro che la fiducia nella tecnologia deve essere ristabilita.

La sfida per gli operatori di marketing è quella di andare oltre le possibilità della tecnologia iniziando a occuparsi dei bisogni, dei desideri e delle motivazioni dei singoli clienti. Il punto non è quello di utilizzare solo ed esclusivamente l’ultima innovazione tecnologica, ma esplorare il potenziale che la tecnologia mette a disposizione, per poter costruire una comunicazione in grado di collegarsi ai bisogni umani. L’obbiettivo è quello di limitare l’eccesso di informazioni e creare momenti di coinvolgimento consapevole nell’esperienza che si propone ai clienti. È necessario trovare nuovi modi per alleviare lo stress incentivando la semplicità, così da ridurre al minimo l’offerta di stimoli e i momenti di contatto sgraditi. L’ironia è che proprio la tecnologia può aiutarci a staccare la spina.

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Fonte: Platform Innovation In Marketing – https://www.pimonline.nl

2018-04-10T11:47:07+00:00